Manifesti pubblicitari: connubio di arte e cultura

Manifesti pubblicitari

Manifesti pubblicitari: connubio di arte e cultura. È quanto si può ammirare grazie all’espostizione “Visitate l’Italia! Promozione e pubblicità turistica 1900-1950.” A Torino dal 13 febbraio al 25 agosto 2025 a Palazzo Madama, Museo Civico d’Arte Antica Sala Senato Piazza Castello di Torino.

Sinistra: Anonimo Recoaro, provincia di Vicenza, 1927 – Officine I.G.A.P., Roma, litografia a colori su carta, 138×99 cm Milano, Castello Sforzesco, Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli.” Destra: Sandro Bidasio degli imberti detto Sabi (1915 – 1973) Dolomiti, 1949 – Castelfranco Veneto, Grafiche Trevisan, cromolitografia su carta, 100×69 cm – Treviso, Museo nazionale Collezione Salce.

La mostra

Un racconto inedito sulla storia della promozione turistica italiana che porta dalla fine dell’Ottocento ai primi anni della ricostruzione dopo il Secondo conflitto mondiale. Attraverso duecento manifesti, centinaia di guide e pieghevoli illustrati, si è accompagnati da tanti oggetti iconici. A cura di Dario Cimorelli e Giovanni C.F. Villa, Direttore di Palazzo Madama. Con un allestimento di Emilio Alberti e Mauro Zocchetta, perché grazie all’esposizione si ripercorre l’evoluzione del manifesto turistico attraverso i grandi protagonisti dell’illustrazione italiana dell’inizio del Novecento.

Dalle prime testimonianze pubblicitarie firmate da importanti nomi, quali ad esempio Leopoldo Metlicovitz e il giovane Marcello Dudovich, a cui si affiancano artisti come Ettore Tito, Ettore Ximenes, Galileo Chini, fino alla nascita nel 1919 dell’ENIT, l’Ente Nazionale per l’incremento delle industrie turistiche, con il quale le commissioni iniziano a seguire regole diverse. E così da questo momento si inizia infatti a privilegiare l’affidamento di campagne promozionali plurisoggetto a uno stesso illustratore – tra questi ad esempio ritroviamo Mario Borgoni, Giovanni Guerrini, Marcello Nizzoli e Virgilio Retrosi – oppure a esecutori rimasti anonimi spesso legati alle tipografie.

Trailer della mostra Visitate l’Italia! Promozione e pubblicità turistica 1900-1950.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo, allestito nella Sala del Senato, si sviluppa in sezioni che consentono un viaggio nella creazione dell’immaginario italiano. Partendo dalle Alpi e seguendo la dorsale appenninica, si giungerà alla meraviglia delle nostre isole per poi risalire l’Italia delle acque termali, del mare e delle spiagge, del divertimento e dello sport, della salute e della Belle Époque, alla scoperta di quello che diventerà il mito dell’Italia del secondo dopoguerra.

Manifesti pubblicitari: connubio di arte e cultura

Nasce il manifesto, che ben presto diventa uno dei mezzi di maggiore efficacia anche in questo settore, capace di saldare in immagini e parole i capisaldi della creatività italiana, dando un impulso fondamentale alla promozione turistica. Quindi con il suo sviluppo, il manifesto turistico diviene simbolo dell’immaginario del nostro Paese, dando vita a opere iconiche capaci nel tempo di connettere indelebilmente i ricordi dei viaggiatori di tutto il mondo.

Un’illustrazione più duttile, economica e facilmente riproducibile della fotografia. Al manifesto spetta il compito di evocare con la grafica le destinazioni più affascinanti. Sono gli anni in cui vedono la luce alcuni tra i manifesti più iconici della pubblicità italiana. Non solo le vedute di Capri, Ischia, Pompei e Napoli a opera di Mario Puppo; ma anche i panorami di Portofino di Leonetto Cappiello; le Rimini e Padova di Marcello Dudovich. Autori di raffinatissime interpretazioni di un’Italia che per questo diviene un coloratissimo caleidoscopio di luoghi desiderabili e di immagini capaci non solo di proporre una destinazione, ma anche un modo di vivere, un’esperienza totalizzante. La rinascita del turismo italiano è così di conseguenza affidata all’arte pubblicitaria in quella che diverrà l’epoca d’oro del manifesto.

A sinistra: Pio Solero (1881 – 1975) Cortina. La regina delle Dolomiti, 1931 Edizioni S. E. D., Cortina d’Ampezzo – ENIT, litografia a colori su carta, 100×61,5 cm. Milano, Castello Sforzesco, Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, inv. Manifesti A 77. A destra: Anonimo Verona, 1928 circa – Milano, Pizzi & Pizio, cromolitografia su carta, 100×62 cm -Treviso, Museo nazionale Collezione Salce.

Cosa fa il Gruppo

Gruppo Lapis Verona è attivo da oltre trent’anni nelle aree di Venezia, Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Mantova e Brescia. È specializzato nella pianificazione, progettazione e realizzazione di campagne pubblicitarie e di comunicazione outdoor. Quindi da anni promuove la cultura della comunicazione in esterna. In conseguenza a questa scelta sta attuando una vera e propria rivoluzione digitale sul territorio in cui opera, grazie alla continua trasformazione di impianti tradizionali in digitali, installando LedWall di grande formato e incrementando l’uso della tecnologia in questo settore.

Un panello espositivo della mostra con manifesti dedicati alla città di Torino. (Ph Studio Gonella)